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Borghi: Bretto, Catremerio, Cerro, Cavaglia, Cornello, Gerosa, Grumo, Malentrata, Oneta, Pagliari, Pusdosso, Sussia, Valtorta
Cucina:
Polenta Taragna,
Formai de Mut,
Branzi,
Formaggella,
Ricotta Brembana,
Agrì,
Caprini,
Taleggio,
Strachìtunt
Musei: Museo della Valle,
San Lorenzo,
Scienze Naturali,
Tasso,
Arlecchino,
Etnografico Valtorta,
Museo dei minerali
Trekking Vie Storiche:
Strada Taverna,
Via Mercatorum,
Via del Ferro,
Sentiero Alto Serio,
Via dei Contrabbandieri
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La maschere di Dossena
La Mascherata di Dossena conserva la festosita' dell'antico carnevale contadino che solennizzava la fine di un ciclo stagionale sfavorevole e propiziava magicamente l'arrivo della Primavera, ma nel contempo diventa un monumento di socializzazione e di divertimento, di rilettura del presente in continuita' col passato e di recupero di una identita' culturale che rimargini le lacerazioni subite dalla Comunità di Dossena (guerre, emigrazione..) dell'ultimo secolo.
Dopo la seconda guerra mondiale si riprese a Dossena la tradizione di fare le Maschere nelle contrade del paese durante il carnevale. Per quanto siano lontani quei tempi, ricordiamo in modo nitido due cose contrastanti tra loro: il racconto delle storie che avveniva nelle case o nelle stalle e le maschere che venivano presentate sulle aie delle contrade.
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Le storie avevano quasi sempre delle trame tristi se non macabre, raccontate ad arte con lo scopo di intimorirci. Parlavano di casse da morto, di streghe, di lupi che venivano scolti dalle catene e lasciati liberi al suolo vespertino dell'Ave Maria, di fantasmi che si aggiravano di notte per le strade etc.
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Le maschere di Dossena al contrario si svolgevano sempre in allegria; non che mancassero a volte dei personaggi con dei costumi o maschere, baöte, poco raccomandabili per dei bambini, ma venivano rappresentate all'aperto, in
mezzo a molte persone, con la musica, in luoghi illuminati da lampade ad acetilene o a petrolio. Il Gruppo della Mascherata di Dossena si ricompose
alla fine degli anni Sessanta per intenzione del compianto Filippo
Alcaini , da Alberto Trionfini e Melchiorre Astori con una struttura organizzativa e guiridica. Alcaini Filippo scriveva le trame delle mascherate,
costruiva le baöte, disegnava i costumi. |
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A Dossena si conserva la consuetudine antica della Mascherata in tempo di carnevale. La Mascherata e' seguita ancora oggi a tarda sera nei cortili delle contrade da un gruppo di uomini mascherati con accompagnamento musicale. Il corteo delle mascheredi Dossena e i loro ingresso in scena e' preceduto da alcuni portatori del chiaro (uomini che reggono in mano delle lampade da minatore accese); dall'Arlecchino che mantiene l'ordine tra gli spettatori che assistono alla rappresentazione; dal Mago che presenta lo spettacolo. |
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La partitura della Mascherata di Dossena e' scritta da uno o due componenti del gruppo che per l'occasione si improvvisano poeti drammatici. I personaggi accoppiati sono i medesimi di tutti i cortei mascherati bergamaschi: il vecchio e la vecchia, la signorina e il moroso, il dottore e il carabiniere (nelle varianti del soldato o del vigile), il contadino con l'asino.
La Compagnia delle Maschere di Dossena oggi, viene invitata nei paesi
a far conoscere le loro recite che rappresentano antiche tradizioni bergamasche: |
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- La Mascherata Macabra di Dossena
- La Mascherata del Giupino con la sua famiglia
- La Danza della Morte
- Valser Bruna
- L' amore pagato
- Il rè del bosco
- I promessi sposi
- Ol Bergamì che 'l sìrca de tö moèr
- Quando ala egia ghe salta i sò grì
- OL mal de la nòna
- El ria ol trenò
- Mascherada 'n piasa
- La cà del rè del'oro
- I due cacciatori turlupinatori |
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