IL SENTIERO ALTO SERIO (prima parte)
LA VIA DEL IN NUMERI
Punto di partenza: Gorno, Valle del Riso (736 m)
Punto d'arrivo: Aprico (Fino del Monte) (700 m)
Dislivello: 3255 m
Lunghezza: 85 km
Tempo medio di percorrenza: 30 h circa
Punto di sosta notturno: vedi testo (con facilità nei paesi attraversati, specie in bassa stagione)
Cartografia: Kompass n. 104 Foppolo-Valle Seriana - Tab1 - Tab2 - Tab3 - Tab4
Info: Comunità Montana Valle Seriana Superiore o tel. 0346 22400 - Ufficio Turistico delle Pro Loco o tel. 035 704063 - Servizio autobus: SAB o tel. 035-289011
PREMESSA
Un capolavoro, un capolavoro di intuizione logica, pratica ed, escursionisticamente parlando, reso percorribile da tutti. È questa la prima impressione che si avverte guardandolo sulla cartina. Probabilmente è la stessa ragione che ha mosso, nei tardi anni Ottanta, la Comunità Montana Valle Seriana Superiore (BG) a dar vita a questo lungo ed articolato nastro di terra e pietra, che per secoli ha costituito, forse, la sola via di comunicazione fra i borghi toccati nel suo sviluppo e da essi ed il fondovalle, di per sé già fortemente limitato nelle possibilità viarie. Tramite competenza e passione sono stati uniti tra loro una serie di antichi sentieri e mulattiere, andandoli a cercare ad una quota media, niente vette e poco fondovalle, tanto pascolo e foresta e poco asfalto (Fattibile, dopo l'intervento di recupero, a piedi, in mountain bike o a cavallo). L'escursionista che si appresta a percorrerlo troverà in un'area piuttosto antropizzata una ricchezza di particolari quasi incredibile, fatta di borghi carichi di storia, di cascine dall'evidente architettura essenziale, di attività artigianali sorte vicino ai corsi d'acqua o alle migliori strade del tempo. Troverà segherie, fucine, magli e mulini, così come cave, miniere ed alpeggi; troverà ancora le tracce delle "calchere" per la calce e le piazzole dell'Aral per cuocere il "Poiat" e fare il carbone di legna, il tutto scandito per secoli da meridiane esposte sui muri delle abitazioni dei benestanti.Ed ancora tanti, tanti segni della religiosità della gente di montagna: Tribuline, Santelle, piccoli Santuari ed affreschi sacri sui muri delle cascine, così come croci e chiesette ancora rispettate e venerate. Per il suo sviluppo, lungo complessivamente 85 km, è opportuno valutare se percorrerlo in un'unica tornata di più giorni o suddividerlo in più segmenti, come l'esempio qui pubblicato.
I posti di ristoro e di alloggio non mancano, la relativa bassa quota ed i vari paesi attraversati consentono una programmazione tranquilla e, proprio per questa ragione, la sua effettuazione è quasi aperta a tutti i mesi dell'anno. All'escursionista che si appresta a percorrerlo consigliamo di camminare "con gli occhi strabici", ossia cercando di vedere anche quello che sta ai lati: scorgerà allora l'eccezionale ricchezza floreale, dovuta alle varie quote ed esposizioni; godrà di boschi che dai faggi e carpini passeranno agli abeti bianchi e rossi; si esalterà davanti ai colori carichi dell'acero montano e sopra di essi scoprirà la ricchezza tipica della fauna di monte. Ed ancora vedrà il ghiro, la volpe, la donnola, il gatto selvatico ed il tasso che fanno compagnia al timido capriolo ed al saltellante scoiattolo. Mentre, quando la vegetazione si dirada, l'attenzione sarà carpita da suggestive vedute di incantevole bellezza e, nei cieli, forse appariranno rondini, merli, falchi, cornacchie e poiane, ambite prede del nostro teleobiettivo.
Partiamo, proviamo a credere.
ITINERARIO
Gli ideatori della Comunità Montana hanno voluto che la partenza di questo lungo e straordinario percorso avvenisse all'inizio della Valle del Riso, quasi come volessero cercare un aggancio alla "spalla" destra della valle principale, perciò da Ponte Nossa si prende la strada della Valle del Riso in direzione Gorno e, dopo aver superato la frazione di Villassio, si continua fino alla contrada San Giovanni, un pugno di case raccolte attorno alla Chiesa, nei cui pressi si lascia l'auto (736 m). Ritornati indietro qualche metro, si trova il cartello indicatore del tracciato e ci si immette in un sentiero pianeggiante che corre tra prati costellati di cascine e delimitato da ordinate siepi. Entrati nel rado bosco si prosegue in moderata discesa, incontrando i segnavia dell'Alto Serio, a bandierina bianchi-verdi-bianchi. In modo tranquillo si scende fino alla Valle di Rogno che si supera e, scesi di qualche metro, si prende il sentiero che rimonta il pendio, sempre immersi in un arioso bosco fino a sbucare in un prato con baita (710 m, 20' dalla partenza). Proseguendo lungo il sentiero, ora più ampio, e volgendo lo sguardo dietro di noi, si può osservare, ancora per poco, il monte Alben che fa da sfondo a prati e cascine ben curate. Il panorama, man mano si prosegue, si fa sempre più ampio: sotto di noi le contrade di Premolo, più lontano le case di Parre, sullo sfondo il monte Vaccaro, la Presolana ed il Monte Pora a chiudere il fondale. Superata una serie di cascine, alcune in fase di ristrutturazione, si tocca una Cappelletta, ritornando di nuovo nella faggeta.
Oltrepassate un paio di vallette, sempre immersi nei profumi del bosco, si raggiungie la strada asfaltata in località Costa, frazione di Premolo (670 m, 1 h dalla partenza). In discesa lungo la strada, si oltrepassa il Monumento agli Alpini, pervenendo nel centro di Premolo. Si prosegue verso via Fasola, al cui termine si scende lungo via Zanni per poi deviare a sinistra su via Mutti che, divenendo sterrata, porta all'inizio della bella mulattiera che si inoltra nella Valle Nossana. Dapprima in discesa, poi in piano ci si addentra in questa stupenda valle, le cui acque, un tempo utilizzate per magli e mulini, oggi invisibili, sono intubate e portate fino a Bergamo. Alternando tratti boschivi a tratti più aperti, su fondo in parte lastricato, si raggiunge un'area di sosta (570 m, 30' da Premolo), attrezzata di recente con panche e tavoli, dove in una cavità rocciosa i fedeli di Parre hanno posto la statuetta della Madonna. Ora in discesa, si arriva all'alveo, purtroppo spesso in secca, in cui scorreva, gagliardo, il torrente Nossana e dove si incrocia il sentiero CAI n. 242 che porta al rifugio Santa Maria in Leten.
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Note
(*) Se ancora non siete stanchi, vi suggeriamo una visita al centro storico di Gromo che, fra le antiche strade, presenta palazzi patrizi, il castello Ginami, la bella chiesa e la celebre fontana in piazza.
(*) Seguendo la sterrata verso destra è possibile scendere direttamente a Valzurio o addirittura a Nasolino.
(*) Gli autori ringraziano la Comunità Montana Valle Seriana Superiore per il contributo di notizie fornitogli.
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