IL SENTIERO ALTO SERIO (quarta parte)

Dagli Spiazzi di Gromo a Valzurio
Questo prossimo tratto del Sentiero Alto Serio presenta spunti di interesse faunistico e ambientale e prende avvio dalla stazione sciistica degli Spiazzi di Gromo (1150 m), dove si può lasciare l'auto nel piazzale Avert. L'itinerario segue la sterrata che fiancheggia il sedime dell'ampia pista di discesa, tocca l'ex baita del Pagherolo (1437 m, 40' dalla partenza), fino a raggiungere gli ampi pascoli di Vodala, in prossimità della Sella di Vodala (1574 m, 1h 15' dalla partenza), poco sopra la quale si trova il grazioso rifugio Vodala (1620 m; arrivo seggiovia). Da tener presente che, in estate, è in funzione la seggiovia che può servire per evitare questo tratto di salita. Dalla Sella di Vodala, dopo aver ammirato l'immenso panorama sulle Orobie e distinti, fra gli altri, il Pizzo del Diavolo, il Coca, il Redorta, ci si dirige verso destra, in direzione delle due Baite Basse di Vodala, scollinando sul sentiero CAI n. 312 che condurrà ad Ave di Ardesio. Iniziata la discesa, si tocca la stazione di partenza della sciovia Vaccarizza e si incontra una sorgente d'acqua, mentre lo sguardo si posa di fronte sull'ampio pascolo di Colle Palazzo che, in giornata, raggiungeremo.

Proseguendo la discesa tra cespugli di ginestra, si perde quota muovendosi sul sentiero che scende a tornanti fino a raggiungere baita Masonera e successivamente i prati di Candave (1355 m, 30' dalla Sella). Sotto di noi l'abitato di Ave, un pugno di case contadine addossate le une alle altre, con bei loggiati in legno ed abitate ormai solo da tre persone. Oltrepassate due stalle, si perviene alla fontana-lavatoio, all'ingresso di Ave (1098 m, 50' dalla Sella di Vodala). Una visita ad Ave è d'obbligo, per poter curiosare tra le vecchie costruzioni, la chiesa dedicata a San Rocco e, perché no, parlare con coloro che ancora sono rimasti quassù, legati anche con la mente ed il cuore alla loro terra alta. Il nostro sentiero riprende dalla fontana, alle porte di Ave, scendendo lungo la carrareccia che conduce a Piazzolo.

Giunti alla Cappelletta dedicata alla Sacra Famiglia, si piega a sinistra, immettendosi nello sterrato che scende verso il torrente Rino che si guada. Lo si costeggia verso sinistra (non salire lungo la larga sterrata che porta solo ad una baita di recente sistemazione) per poi risalire lungo il sentiero che nel bosco guadagna quota abbastanza velocemente. Muovendosi nel bosco di conifere si raggiunge una sorgente d'acqua poco prima di sbucare negli alpeggi di Colle Palazzo, disseminati di cascine che raccontano storie della Resistenza (1300 m, 1h da Ave). Panorama a 360°.(*) Noi proseguiamo invece verso sinistra lungo la stradetta sterrata che, in piano o in leggera salita, conduce ad una baita ristrutturata, dove vi sono le indicazioni del "Sentiero Flavio Tasca" ed i bolli verdi bianchi del nostro tracciato. Si continua verso destra, dapprima movendosi in prati, poi addentrandosi nel bosco. Il sentiero si muove dolcemente a mezzacosta, tocca il Roccolo abbandonato di Fopafosca (1425 m, 1h da Colle Palazzo) e prosegue verso le Baite del Moschel, site forse nella più storica, per le miniere e la Resistenza e, paesaggisticamente, più suggestiva conca dell'intera valle (1300 m circa, 1h 45' da Colle Palazzo). Ora non resta che seguire la comoda sterrata che scende snodandosi nella pineta, incontra la contrada di Spinelli e perviene all'abitato di Valzurio (813 m, 1h 15' dal Moschel) dove termina questa tappa (tempo di percorrenza totale circa 6 ore circa). Scarsa possibilità di prendere il bus per rientrare al punto di partenza.
Da Valzurio ad Aprico di Fino del Monte
Inizia a Valzurio l'ultima tappa di questo stupendo trekking dell'alta Valle Seriana che si conclude sopra l'altopiano di Clusone, dopo averci portato dentro e fuori le valli laterali per 85 km. L'avvio prende le mosse da Valzurio, raggiungibile da Villa d'Ogna, dove si lascia l'auto nello spiazzo antistante la chiesa (813 m). Si entra nel piccolo borgo e, superata la fontana-lavatoio, all'altezza della cabina dell'ENEL, si segue il sentiero che si stacca a destra della stradetta che sale alle baite del Moschel. Il nostro sentiero scende nel bosco verso il torrente Ogna che viene superato su un modesto ponte (780 m, 10' dalla partenza). Si continua costeggiando il torrente che scorre spumeggiante alla nostra destra, iniziando poi lentamente a salire. Al bivio si prende il sentiero di sinistra (770 m, 20' dalla partenza) che ora sale, zigzagando, sempre più deciso, permettendoci di guadagnare quota velocemente. Su fondo sasso-roccioso, ci si muove nel silenzioso bosco ceduo caratterizzato da preziosi esemplari di faggi, mentre sotto di noi si può osservare la forra del torrente Ogna, impreziosita dal laghetto color smeraldo voluto, decenni orsono, per lo sfruttamento idroelettrico delle abbondanti acque raccolte sui versanti della Presolana e del monte Ferrante. Al bivio successivo si tiene sempre la sinistra (1150 m, 1h 15' dalla partenza), mentre attorno si è circondati da ampi prati con cascine e sullo sfondo, verso Ovest, la costa che unisce il monte Vaccaro al Secco ed alla Cima del Fop, e, lontano, verso NO si staglia la mole del Monte Pradella. Si giunge così al Colle Blum (1240 m, 1h 30' da Valzurio), un'ampia sella erbosa, ricca di pascoli e stalle che separa la Valzurio dalla conca di Clusone.

Il panorama che si gode da quassù è eccezionale: verso Sud-Est l'altopiano di Clusone con i paesi di Castione, Fino del Monte, Rovetta appaiono in tutta la loro dissennata urbanizzazione, circondati da monti quali la Presolana, il Monte Pora, il Pizzo Formico e fra questi ultimi, sullo sfondo, brillano le acque del Lago d'Iseo. Sul Colle, alla nostra sinistra sorge un'architettonica Cappelletta degli Alpini e la lunga costa erbosa che porta alle Cime di Bares, nei pressi del Passo di Olone (zona rifugio Olmo). Il nostro tracciato, invece, prosegue verso destra (Sud) in direzione delle vicine stalle che si superano, immettendosi così in una stradetta con fondo a tratti cementato che scende ripida verso valle. Con un po' di mal di gambe, si perde quota piuttosto velocemente fino a raggiungere la località "Crocifisso" (1000 m, 45' dal Colle di Blum), un'area di sosta con sorgente d'acqua ed un Crocifisso con la preghiera dell'Alpino… sulle nude rocce, sui perenni ghiacciai...

Proseguendo ancora in discesa, si supera il bivio che sale al Castello fino a giungere ad abbandonare la carrareccia per un sentiero di sinistra (vedi indicazioni verde-bianche) che sale tra bosco e radure, proseguendo poi, con un lungo e rilassante traverso, in una pineta di rimboschimento, fino ad incontrare un'altra sterrata che conduce alla località Aprico dove sorge una stilizzata Cappelletta degli Alpini, nei pressi della Valle del Bì, caratterizzata da curiose formazioni di calanchi terrosi (845 m, 1h 30' dal Colle Blum). Qui, al cospetto della Presolana, è gradevole sostare, prima di reimmettersi nella sterrata che scende a sinistra della Cappella e che porta, toccando le contrade rurali di Aprico e un'ennesima Cappella degli Alpini, alle porte dell'abitato di Fino del Monte, dove termina, in un ambiente solare e con nostra meritata soddisfazione, il Sentiero dell'Alto Serio (700 m, tempo totale, circa 4 h da Valzurio).(*)
Note
(*) Se ancora non siete stanchi, vi suggeriamo una visita al centro storico di Gromo che, fra le antiche strade, presenta palazzi patrizi, il castello Ginami, la bella chiesa e la celebre fontana in piazza.
(*) Seguendo la sterrata verso destra è possibile scendere direttamente a Valzurio o addirittura a Nasolino.
(*) Gli autori ringraziano la Comunità Montana Valle Seriana Superiore per il contributo di notizie fornitogli.
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