Proseguendo ed oltrepassata una valletta inserita su faglia rocciosa, si continua su più ampia stradetta fino alla contrada di Acquacalda, dove spicca un pregevole edificio con tratto porticato e in ottima posizione solatia (600 m, 10' da Tremolt). Il curioso nome deriva dall'acqua che sgorga dalla sottostante fontana che, in inverno, in seguito ad evaporazione pare fumi come se fosse calda. Il nostro percorso ci conduce a scendere ad assaporare tale acqua per poi reimmettersi nel sentiero che risale il lato opposto della valle. Ancora un tratto in falsopiano fino ad una valletta con acqua di sorgente per poi dirigersi, con l'ultimo tratto gradinato, sulla strada asfaltata alle porte di Olmo al Brembo, nei pressi dell'antico Albergo della Salute (560 m, 2h dalla partenza). Vale la pena, prima di riprendere il cammino, curiosare tra i viottoli, le case fortificate di questo antico borgo storico. Nella Chiesetta di San Rocco è presente una Pala di F. Ronzelli (1630) con raffigurazione del nucleo antico. Qui la nostra descrizione segue la variante bassa della via del Ferro, l'alternativa giunge ad Averara tenendosi sulla sinistra orografica della Valmora proseguento poi Per
Cusio,
Ornica, Costa e Valtorta. Entrati nel paese, si oltrepassa il ponte per portarsi su via Portici ed immettersi nel sentiero che costeggia il torrente che scende dalla Valmora (vedi indicazioni). Oltrepassata Acqua Nigra, si giunge al ponte che permette di oltrepassare il fiume che, qui, offre giochi di correnti molto interessanti. Muovendoci lungo il sentiero indicato dal locale segnavia n. 6, si giunge ad una spettacolare ansa del torrente che ricorda molto i selvaggi ambienti canadesi, con cascatelle d'acqua spumeggiante che modellano grossi massi erratici. Addentrandosi nel bosco ceduo con faggi, frassini ed abeti, si inizia a salire calcando l'antica Via del Ferro, qui ben conservata. Si oltrepassa una stalletta guadagnando quota sopra il torrente e osservando al di là la strada che risale la Valmora.
Giunti in prossimità di una valletta, si attraversa il corso d'acqua e si prosegue diritti avendo alla nostra destra pendii prativi con un paio di baite che anticipano la vista sull'antico paese di Averara. Si sbuca in località Ca' Val di Guei (725 m, 50' da
Olmo al Brembo) con la Casa Borsotti orgogliosa di presentare lo stemma di famiglia sulla facciata. Un tratto di strada asfaltata, poi al bivio con la strada che sale da Cugno, si prende la mulattiera gradinata che supera la Ca' nöa per sbucare, poco sopra, sulla via Pittori Baschenis (vedi casa natale ben affrescata) che penetra nel paese di
Santa Brigida (1h da Olmo al Brembo). Si raggiunge la chiesa parrocchiale per portarsi a monte della stessa, in località Foppa dove si trova il Santuario della Madonna dell'Addolorata, antica chiesa parrocchiale di Santa Brigida e risalente al 1200 che vale la pena visitare per gli affreschi dell'Asenelis e della stirpe dei Baschenis (865 m). Si riparte in salita su Via dei Pascoli che si stacca nei pressi di una fontanella d'acqua fino ad una stalletta dove diviene mulattiera, indicata dal segnavia locale n. 1. Muovendosi tra abitazioni e muretti a secco di contenimento, ci si inoltra nel bosco in debole salita fino a pervenire alla località Sacc, caratterizzata da una Santella con affreschi di pittori ignoti e area di sosta con fontana (910 m, 15' dal Santuario), meta in estate di gite in famiglia. Proseguendo, si attraversa un breve tratto sassoso e si procede sul tracciato principale con andamento altalenante, mai faticoso, si contornano i pendii del monte Disner, evitando eventuali deviazioni.
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Mezzoldo
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Valtorta
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Una bella traversata, alta sulla valle, immersa in rado bosco misto di pini silvestri e pini neri, porta alle Baite di Ger, un tempo fervide di vita, come testimoniano alcuni affreschi murali, ma oggi purtroppo in silenzioso degrado ed abbandono (870 m, 30' dal santuario). Si continua diritti su sentiero, si oltrepassa una valletta asciutta, incontrando altri ruderi di baite e, dopo un breve tratto in discesa si ritorna in piano su sentiero stretto. Dopo un altro rudere si giunge così al bivio con la vicina sottostante Grotta dell'Isola. Vale la pena scendere a sinistra per qualche centinaia di metri ed ammirare questa grotta carsica che le leggende vogliono sia stata abitata da diavoli, lupi e briganti. Ritornati sul sentiero, si continua fino al bivio con
Cassiglio, oltrepassato il quale si prosegue diritti, alti sulla Val Stabina. Un ampio giro tra rada vegetazione ed attraversando alcune vallette, spesso asciutte, ci consente, oltre che osservare la strada tortuosa sotto di noi con il Put de Spì alla confluenza della Val Grande con la Val Stabina, di raggiungere così la strada asfaltata ed il ponte stesso (640 m, 1h da Santa Brigida). Ora l'antico tracciato della Via del Ferro lascia il passo alla sovrapposta strada asfaltata che si segue per circa 4,5 chilometri fino al bivio con la frazione Rava di Valtorta dove, sulla sinistra si stacca, nei pressi di un Gesuolo, una breve mulattiera che consente di evitare un paio di tornanti. Ritornati sulla strada si perviene al bivio per i Piani di Valtorta, noti per essere sede delle Olimpiadi scolastiche per i ragazzi locali.
Seguita la strada per un centinaio di metri, la si lascia per la larga traccia sterrata di destra che porta dinnanzi ad un'abitazione e da qui, su traccia in prati, si raggiunge una piccola contrada. Oltrepassatala, si entra nel bosco e stando alti e paralleli alla strada asfaltata la si raggiunge in breve sbucando in località Torre, in prossimità della piazzetta con la nuova torre campanaria in vetro-acciaio con orologio a vista di recente inaugurazione. Si entra così nell'elegante nucleo abitativo, si visita la Latteria Sociale di
Valtorta (935 m) e la Chiesa Parrocchiale, ricca di pregevoli polittici a sei scomparti e statue lignee, per uscire dal paese percorrendo in toto la strada fino alle ultime abitazioni e sbucando così lungo la strada asfaltata che sale a Ceresola ed ai
Piani di Bobbio. Da qui l'antico tracciato della Via del Ferro scendeva quindi verso la Valsassina, collegandosi in tal modo alle altre zone minerarie di Premana e della Val Varrone. Noi, per ragioni territoriali, effettueremo, invece, una inedita digressione verso la località Falghera, anch'essa nota zona di estrazione del minerale ferroso che veniva poi portato a Valtorta e trasformato in ghisa. Per cui si percorrerà un tratto di strada asfaltata fino al tornante Gualtieri (1120 m, 30' dalla Torre), dove, poco sopra, si stacca, sulla destra, un largo sentiero che conduce alla località Falghera.
Alternando tratti in leggera salita a falsopiani in stupenda adulta faggeta si arriva ad un primo imbocco di miniera (visitabile con torcia elettrica), da cui si continua in direzione delle già visibili baite di Foppa di Ross. Poco sotto tali baite, si supera il vivace torrente Caravino con un ponticello in ferro, poi si costeggia il corso d'acqua che si supera, poco oltre, con un caratteristico ponte in travi di legno per raggiungere la località Falghera (1145', 45' dal tornante). Questo sito è costituito da diverse baite a pari quota, ormai utilizzate oggi solo da pastori, unite tra loro da un tratto pianeggiante di stradina lastricata. Sono situate ai piedi del pendio che scende dal Pizzo di Giovanni costituito da vasti depositi di sfasciume e scarti derivanti dalla fervida attività mineraria di superficie tipica dell'area di Valtorta e risalente addirittura al XII secolo.(*)
(*) Vista la natura del terreno e le quote interessate, sconsigliamo il suo percorso nei mesi invernali. Eccellente
dalla primavera all'autunno.