LA VIA MERCATORUM (seconda parte)
L'antica Via Mercatorum, purtroppo in questo tratto, corre su strada asfaltata. Da via Perello, ora, si seguono le indicazioni per Aviatico, procedendo verso sinistra. Si attraversa così Selvino, rinomata località turistica della Valle Seriana, raggiungendo la stazione d'arrivo della funivia che sale da Albino e della sottostante mulattiera che costituisce un altro punto d'innesto storico della Via Mercatorum. Proseguendo su via Aviatico prima, poi su via Cantul, si supera la stazione di partenza della bidonvia del monte Poieto, portandoci così alla Chiesa di Aviatico (1022 m), oltre la quale si può visitare la graziosa Chiesetta di San Rocco. Sempre su strada asfaltata, ma in ambiente naturale, si raggiunge il nucleo abitativo di Trafficanti (km 4) con la Chiesa Parrocchiale dedicata a Sant'Erasmo (868 m), dove un'antica insegna ricorda il transito di mercanti e carovanieri da questa località, forse sorta appositamente quale punto di sosta. Oltrepassato il centro, si lascia la strada principale per scendere su via Tassone, dove, finalmente, una targa segnaletica ci segnala di trovarci sulla antica via Mercatorum. Si scende sulla strada asfaltata, superando la deviazione per la Sorgente Leamagn (da visitare), e, poco più sotto, nei pressi di un Crocefisso, si abbandona la strada per prendere, a destra, la mulattiera selciata ed inoltrarsi così nell'ombrosa Val Tassone (vedi indicazione). L'ambiente è straordinario, pare davvero di essere ritornati indietro nel tempo, quando il silenzio del bosco era rotto solo dal calpestio dei muli e dei mercanti.(*) Si perviene alla bella Tribulina del Grom, un luogo di preghiera, di recente sistemazione. Proseguendo in discesa, in breve si è sulla strada in località Nespello.
Questa contrada, fino a pochi anni fa vivacemente popolata, ha subito anch'essa, il declino di tutti i paesi rurali di montagna. Si continua in salita su via Nespello, con il bel Santuario della Forcella in alto a destra e giungendo così sulla strada provinciale alle porte di Costa Serina (869 m, 30' da Nespello). Si piega a destra, raggiungendo in breve il Santuario della Forcella, dedicato alla Madonna della Neve (850 m). Dopo l'eventuale visita, si prosegue in direzione di Tagliata, lungo la strada che diparte dietro il Santuario. Oltrepassata la piccola frazione, si riprende la strada principale che porta a Cornalba (893 m), ridente paese della Val Serina, adagiato al sole sulle pendici del monte Alben. Poco prima di giungere in paese, ad un tornante, si prende il sentiero che sale a sinistra, tra i prati, divenendo poi mulattiera nel bosco e sbuca in località Castello, all'inizio di Cornalba.
Si supera il paese, procedendo di nuovo su asfalto in direzione di Serina, località turistica molto frequentata ed incontrando l'ex Chiesa di San Salvatore di "Casa Torre", ora meglio conosciuta come San Pantaleone. Raggiunta Serina, vale proprio la pena dedicare un po' di tempo alla visita del paese, con le sue vie storiche, la Chiesa Parrocchiale e le case quattrocentesche come la "Casa", in contrada "Mezza Ca'", nei cui pressi sorge una bella Fontana tricuspide di origine veneta, divenuta anche il logo della Via Mercatorum. Proprio qui, su via Corone, riparte il nostro tracciato che, in discesa, attraversa la strada, e ridiscende fino ad oltrepassare un torrente. Passati sul versante opposto si sale, oltrepassando una cascina posta in mezzo a stupendi prati, idillio del locale allevamento di asini. Si entra nel bosco, incontrando una fontana d'acqua e poco dopo una stalla. Il sentiero, in parte lastricato, alterna tratti ripidi a tratti più dolci.
Un lungo traverso in un bosco arioso porta a toccare una stalletta e, successivamente, in modo un po' più ripido va a sbucare al Passo Crocetta, 1051 m, valico tra Serina e Dossena. Seguendo le indicazioni per Dossena, si continua lungo la strada provinciale sino alla Cappella degli Alpini e, 300 metri dopo, a destra della strada si prende la gradinata (vedi cartello indicatore) che s'innalza nella boscaglia, restringendosi poco oltre a livello di sentiero. Un breve tratto di moderata discesa porta a sbucare in ampi prati da sfalcio, dove il tracciato, da tempo trascurato, si perde un poco tra i rovi, uscendo in prossimità del Campo Sportivo in località Villa di Dossena (990 m), nei cui pressi è sorta la Chiesetta dedicata a Maria Bambina. Ampie vedute sulla media Val Serina.
Proseguendo lungo la via Villa, ci si abbassa in direzione di Dossena, immettendosi, al primo bivio, verso destra fino alla Forcella, dove si continua lungo la strada che porta verso le ex miniere. Ormai fuori l'abitato, un cartello indicatore del nostro tracciato ci induce a seguire la stradetta che si stacca a sinistra della strada e che, in discesa, porta in prossimità di una cascina, dove, abbandonatala, si continua su sentiero che si inoltra in un bel bosco di faggi, delizia dei fungaioli. Al bivio dopo la valletta si scende tenendo la sinistra e, successivamente, si piega a destra (vedi cartelli indicatori). Un bel tratto fiancheggiato da faggi contorti, nei pressi dei ruderi di una stalla, poi una breve salita che porta ad una stradetta sterrata che va seguita in discesa verso sinistra (zona popolata da caprioli). Ad un tornante con cartello indicatore, si prosegue sulla stradetta fino all'incrocio successivo dove si piega a sinistra in discesa raggiungendo un'amena ed inclinata radura con baita, conosciuta come "ol caselì del Ronchelì" (Ronchellino).
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Trafficanti, paese simbolo della Via Mercatorum |
Dossena centro minerario conosciuto al tempo dei Romani |
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La via Mercatorum, qui, scende, avendo di fronte l'intera bastionata del monte Cancervo e della "crepa" della Val Taleggio e alcuni nuclei rurali molto caratteristici e, purtroppo, ormai quasi disabitati, posti sopra il più grosso borgo di San Pietro d'Orzio. Dal Ronchellino si segue il sentiero che scende, per bosco e prati alla frazione Bosco Fuori (720 m) da cui è già visibile l'altra contrada, Bosco Entro e la piccola chiesa di San Rocco. Entrati in Bosco Fuori (tutt'oggi abitata solo da 13 persone), si raggiunge con la mulattiera il vicino nucleo di Bosco Entro, dove si possono ammirare antichi affreschi sul muro di un'abitazione di evidente proprietà vescovile. Proseguendo, si perviene in breve alla chiesa di San Rocco, risalente al 1804. Ottimo punto panoramico sulla bastionata del monte Cancervo e sulle cave di Cespedosio. Si segue il sentiero che s'allontana sotto la chiesa dapprima tra prati con fienili, poi nel bosco fino a reincontrare la strada che collega fra loro le varie frazioni di San Giovanni Bianco, salendo da San Pietro d'Orzio (640 m). Un tratto di asfalto verso sinistra ed eccoci a Grumo, storico posto di ristoro per le carovane (618 m, 30' da Ronchellino). La mulattiera prosegue a destra delle abitazioni, addentrandosi in una valletta ombrosa. Al primo bivio, tenere la destra in discesa, al successivo seguire la traccia di sinistra. Il fondo originario è lastricato con pietre calcaree. Nei pressi della passerella in cemento sul torrentello, si continua diritti, tenendosi a sinistra del rio. Alternando tratti più ariosi a tratti più ombrosi, si supera una stalla ed una Santella con una rovinata effigie di Maria e Gesù (520 m, 20' da Grumo).
Tra pareti di roccia, anticamente tagliate per far passare la "strada" e tornantini gradinati, si scende nel bosco fino alla passerella sul Brembo che consente di raggiungere la strada provinciale, in località Orbrembo di Camerata Cornello (476 m, 1h 15' dal Ronchellino), all'inizio dell'antica strada lastricata che sale alla contrada di Cornello dei Tasso in una decina di minuti. Cornello rappresentava, ai tempi della Via Mercatorum, una "Mutatio" (cambio dei cavalli e sosta) e uno dei centri più attivi e fiorenti dell'intera valle Brembana. Possedimento terriero dei Tasso
(Bernardo e Torquato i più famosi), era anche il punto di partenza per il ramo della Via Mercatorum che saliva ad Averara e, attraverso la
Valmoresca, al Passo San Marco per scendere in Valtellina e confluire con le altre Vie dirette a Nord Europa. Da Cornello, una ondulata mulattiera
porta, dopo aver superato Piazzalina con la chiesetta di Sant'Anna, ad Oneta
di San Giovanni Bianco, luogo natale di Arlecchino, da cui la via Mercatorum scendeva a San Giovanni. La via Mercatorum, per convenzione, viene fatta terminare qui ad Oneta, dopo un percorso di 40 km.
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