Folklore Bergamo
Commedie, canti e ballate tipiche della Tradizione Folkloristica Bergamasca
 
I Gioppini
Maschere di Dossena
I Amis de Dosèna
Nôter de Bèrghem
Coro Fior di Monte
Coro Figli di Nessuno
Gli Alègher
Arlechì e i so fradei
I Samadur
 

Gruppi Folkloristici Bergamo


Gruppo i Gioppini di Bergamo


Il Gruppo i Gioppini in una manifestazione a Porta Nuova (Bergamo)

Gruppo Folkloristico I Gioppini di Bergamo


Questo gruppo folclorico particolare, unico nel suo genere, presenta uno spettacolo
composto da vari tipi di esibizioni che sono: La sfilata con gli strumenti autoprodotti artigianali in latta e in legno dalle forme fantasiose tratti da usanza risalente all'epoca Romana. I canti popolari in dialetto Bergamasco e Lombardo tipici balli celebranti momenti di vita contadina. Le antiche civiltà hanno sempre rappresentato un modello e un patrimonio prezioso per le generazioni successive: usi, costumi e consuetudini mantengono vivo lo spirito di un popolo e ne tramandano le tradizioni.
A Bergamo la vivacità della gente contadina dei tempi trascorsi viene ripresa e riproposta dal gruppo dei Gioppini che, attraverso balli popolari e canti dialettali, trasmette l’eco della cultura passata, ispi-rato dalle tipiche ed originali maschere bergamasche: Gioppino e Margì.

Le coreografie, vivaci e divertenti, esprimono momenti della vita quotidiana di antica tradizione: om-brelli, fiori, nastri, secchi d’uva, botticelle con vino, acrobazie e sculaccioni rappresentano alcuni ele-menti caratteristici dello spettacolo.
Folklore di Bergamo e della Valle Brembana - I Gippini di Bergamo - Angelo Pini - cantante solista
La sfilata, eseguita da tutti gli elementi del gruppo con i particolari strumenti di legno e strane trombe di latta ricavate da tubi di stufa, grammofoni, telai di bicicletta ecc.. , è accompagnata da fisarmoni-che, tamburi e da un vecchio carretto contadino. I colorati costumi, sia degli uomini che delle donne, formano un complemento necessario per questo tuffo nel passato. I componenti dei Gioppini dedicano gran parte del proprio tempo libero a questa attività e, senza fine di lucro, mantengono viva l’associazione culturale, costituendo un punto di riferimento per le giovani generazioni. Tutto questo fa parte del Folklore, termine inglese composto da Folk (popolo) e Lore (dottrina) che significa, appunto, Dottrina di Popolo.
STORIA DEL GRUPPO - Gioppini di Bergamo

Non si ha una data precisa per la nascita del gruppo; la si vorrebbe agli inizi del 1900 in un quartiere di Bergamo,  Redona, come testimoniano fotografie pubblicate su “Redona, immagini del primo Nove-cento” e su “DANZE POPOLARI ITALIANE” edito nel 1935 dall’ Opera Nazionale del Dopolavoro, che ritraggono la “Banda dei Giopì”. In queste immagini si possono già notare i particolari strumenti musicali ricavati da tubi di vecchie stufe a legna, grammofoni, imbuti, telai di biciclette, pezzi di motore, bidoni metallici ….  Il complesso musicale, composto da soli elementi maschili, dopo una pausa forzata a causa della Guerra, si ricom-pose agli inizi degli anni 50 nel rione di Borgo Palazzo, sotto la guida di Rino Lorenzi, appassionato e diligente ricercatore di tradizioni della propria terra, che introducendo i primi canti e balli popolari, ar-ricchì il gruppo con elementi femminili: si formò così il Gruppo Folkloristico dei Gioppini di Bergamo che, in seguito, con l’arrivo del maestro Angelo Piazzoli detto “PAPA”, inizierà a partecipare a numero-sissime manifestazioni e festival, sia in Italia che in tutta Europa, toccando anche l’America Latina; ri-scuotendo ovunque consensi di pubblico ed elogi dalla critica. Oltre che a vari interventi alla televisio-ne, ha preso parte alle riprese di un film di Walt Disney. Il gruppo è riconosciuto dal Ministero Italiano Turismo e Spettacolo.

COSTUME - Gioppini di Bergamo

Il costume, sia maschile che femminile, si ispira alle maschere di Bergamo: Gioppino e Margì. Per lui: giacca in panno verde profilata di rosso con pantaloni a tre quarti dello stesso colore, gilet rosso profilato in verde, camicia bianca, calzettoni a righe bianche e rosse, al collo fazzoletto rosso fantasia, cappello nero bordato di rosso e scarpe nere con vistosa fibbia rossa. Per lei: camicia, mutandoni e grembiulino bianchi, il tutto guarnito con pizzo punteggiato da nastrini rossi, gonna di cotone molto ampia e fiorata con sottana bianca; cintura alta di velluto nero, scialle sulle spalle e fazzoletto in testa, tutti ricamati. Ai piedi un paio di zoccoli di legno, calzatura tipica dei contadini lombardi.

STORIA DI BERGAMO - Gioppini di Bergamo

Bergamo sorge ridente ai piedi delle Prealpi Orobiche tra i fiumi Serio e Brembo. La città nacque nel 501 sotto l’impero dei Liguri, fondata da Cydno che la chiamò Barra; anche se pare che la vecchia città risalga ad una fondazione autoctona del VI secolo a.C., se non addirittura al 1200 a.C. Dopo i Liguri, molti popoli dominarono la nostra città: Etruschi, Galli Cenomani,(che le cambiarono il nome in Berghéim), e quindi i Romani, che la fecero diventare Bergomum, nome che rimase anche sotto il dominio dei Goti, Unni e Longobardi. Nel 1200 si costituì un libero Comune e tale rimase per circa due secoli, finché, dopo essersi assoggettata alla Signoria dei Visconti di Milano, si sottomise nel 1428 alla Repubblica Veneta. Dal 1797 fu sottomessa ai Francesi ed agli Austriaci fino al 1859, anno in cui arrivò Garibaldi che radunò proprio in Bergamo “I Mille”  per la sua spedizione verso la Sicilia.

Le diverse dominazioni influirono molto sulla parlata locale tant’è che, ancor oggi, il dialetto bergama-sco è intriso di accenti e cadenze simili alle lingue germaniche e francesi. Il primo saluto che Bergamo porge ad ogni visitatore sono le Mura Venete, grandiose fortificazioni lunghe 5114 metri, con 16 bastioni e 4 porte d’accesso, che racchiudono, come in un abbraccio, Città alta, parte più antica e monumentale di Bergamo, festoso rincorrersi di torri, guglie e campanili, il più alto dei quali è il “Campanone” che domina maestoso su Piazza Vecchia, una delle più belle piazze del mondo, così come l’hanno definita Le Courbusier e Wright. altre numerose costruzioni vanno ricor-date: il Palazzo della Ragione con il Leone di San Marco, incastonato sulla facciata in testimonianza del dominio veneto, la Cappella di Bartolomeo Colleoni, la Chiesa di Santa Maria Maggiore, il Duomo, il Battistero, la Rocca, il Teatro ed il  Museo intitolati a Gaetano Donizetti, l’Accademia Carrara ed  il Museo d’Arte Moderna …

COM’E’ NATA LA TRADIZIONE DI “ GIOPPINO” ?

La domanda è senza risposta poiché nulla ci dicono i documenti e muta è la tradizione orale: certa-mente egli è una creazione tipicamente e genialmente popolaresca, ispirata forse da qualche spassoso tipo del passato che non ha lasciato tracce, o forse il nostro popolo ha mirabilmente fuso in esso la sua vena ridanciana e lepida, la sua spontanea tendenza all’arguzia, il suo gesto un po’ grossolano, ma sempre piacevolmente comico per i modi farseschi. Poiché, in fondo, Gioppino non è che una amenissima caricatura del nostro popolo rustico, da questi è sorto e da questi ha preso il linguaggio grossolano, esagerandone i difetti e la rozzezza che, unita ad una istintiva furbizia e ad una divertente ignoranza, mai gli offusca una pratica e rapida comprensione delle cose. Dei contadini imita l’intercalare, ripete i gesti ed è sempre preso da quell’indomabile ap-petito che è segno di robusta e sana costituzione. Nei racconti popolari Gioppino, storpiatura di Giuseppino, è figlio di Bortolo Zuccalunga e di Maria Scatolera; è tozzo, tarchiato, dalla faccia ilare e bonaria, violentemente incarnata dal collo deforme per tre gozzi madornali, che sono nello stesso tempo sua caratteristica fisica e blasone di famiglia. Nativo di Zanica, è padrone delle scene e delle situazioni, che quasi sempre domina a colpi di bastone, di maniere e di linguaggio rozzi, ma con tanto cuore, egli è paziente fino a che non gli facciano infiammare le “ granate “ o i “ coralli “, com’egli poeticamente chiama la sua gozzaia. Sempre inna-morato della sua Margì, ha un discendente nella pur comica persona del Bartolì da Sanga, il quale verrà a perpetuare “ la stirpe dei gozzi “.
PERCHE’ GLI STRUMENTI DI LATTA - Gioppini di Bergamo

E’ consuetudine che risale ai Romani quella di solennizzare per celia le nozze dei vedovi, specialmente se maturi, con concerti polifonici affatto armoniosi e per i quali la ragazzaglia del paese si adopera con la migliore buona volontà. Tale omaggio, tutt’altro che di buon gusto, ha carattere di scherno. Specialmente verso sera gli improvvisati concertisti si recano sotto le finestre dei futuri sposi e con fi-schi, urla e il suono di padelle, trombe in latta e campani, improvvisano un’assordante quanto fasti-dioso omaggio, talvolta ripetuto per diverse sere consecutive. Questa usanza viene indicata con diver-si nomi: sunà i padèle, i ciòche, fantunà, fa la fantunada o la tuntunada (Val Brembana), fa öna cio-cada ( Parre ), fa ai matìno…) (*)
Da questa tradizione l’uso di strumenti di latta da parte dei Gioppini…

(*) dal libro “USI , COSTUMI E TRADIZIONI BERGAMASCHE” di Luigi Volpi- Ediz. II Conventino- Bergamo

I NUMERI PIU’ SPETTACOLARI E POPOLARI DEL VASTO REPERTORIO - Gioppini di Bergamo

1. FANTASIA (canto) Raccolta di motivi popolari italiani. Con questo numero il gruppo rende omaggio ad alcune tra le  città e regioni italiane di cui è stato ospite.

2. MAZURKA PRIMAVERA (ballo) Mazurka tradizionale eseguita nella bergamasca il lunedì dell’Angelo (dopo Pasqua ); l’usanza era  di ballare con rami in fiore per salutare così festosamente l’arrivo della primavera.

3. CAMPANE A FESTA (canto e ballo) Suonando le campane si inneggia ad una coppia di sposi: Marietta e Adalgiso. I compaesani si ri-uniscono al di fuori della chiesa per festeggiare la nuova coppia cantando e ballando. Il giorno delle nozze era allora come oggi un giorno di festa particolare.

4. MAZURKA GRAZIA (ballo) Eseguita dal gruppo sull’aria di un’antica mazurka paesana, è caratterizzata dalla grazia e dalla dolcezza dei movimenti. Con questo numero il gruppo vinse il Festival internazionale del folklore a BILLINGHAM in Inghilterra (GB).

5. ROSINA (canto e ballo) Gioppino è innamorato della bella Rosina e ne è geloso alla follia. Tutti gli amici lo deridono per questo suo eccessivo sentimento e, giocando con la sua bella, si divertono con lei a schernirlo.

6. SAN VELE  (canto e ballo) La parte antica della città di Bergamo, Città alta, è situata su una serie di colli, il più alto dei quali è San Vigilio; meta, da sempre, di coppie di innamorati in cerca di un angolino tranquillo per scambiarsi un bacio, di nascosto dei severi genitori, è un punto panoramico stupendo. Come un’ode alla propria città, e tratto da una poesia del poeta dialettale G.Mazza. il gruppo esegue questo brano con particolare sentimento e affetto.

7. OL TONE (canto e ballo) Uno tra i più significativi brani del gruppo. Questo numero, di singolare carattere bergamasco, de-scrive come dalla tradizione di “ Sunà i padéle “, due novelli sposi vengono svegliati nel cuore della notte da un gruppo di amici desiderosi di allegria e come la coppia, facendo buon viso a cat-tiva sorte, si unisce al gruppo a cantare un’antica serenata, per terminare tutti insieme in un alle-gro finale in danza.

8. TERESINA GH’ HO L’OMBRÉLA (canto e ballo) Appuntamento con la desiderabile Teresina. L’innamorato aspetta a lungo, sotto la pioggia, la ca-pricciosa ma alquanto adorabile Teresina e quando finalmente lei giunge, anziché nascere un liti-gio, i due protagonisti si giurano eterno amore.

9. BALL DI EDOV (ballo dei vedovi) Al completo, oltre al corpo di ballo, partecipa tutto il complesso, che con gli originali strumenti di latta vuole significare ai due vedovi, ora tra loro sposi, il proprio entusiasmato consenso.

10. POLENTA (canto ) Eseguito su musica ispirata da un’aria de “l’Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti, Celebre compo-sitore nativo di Bergamo, il canto è una ampia descrizione delle pietanze che si gustano accompagnate dalla polenta che, soprattutto se abbinata a uccelli e salsicce, è il piatto tipico di Bergamo.

11. OL PIERI’ (canto e ballo) Una volta i genitori, sempre molto scrupolosi, si scandalizzavano per un bacio, immaginatevi cosa accade al Pierino, che si trova “ in attesa della cicogna “! Tutti gli sono contro:  genitori ed  il pae-se intero. Ma questo ostacolo viene superato con l’amore che viene dimostrato. La nuova coppia di fidanzati si presenta al paese con “il ballo degli ombrelli”.

12. ROSALBA (ballo) Ai tempi dei nostri nonni tra i giovani del paese spesso sorgevano rivalità per la conquista delle fi-danzate e ad ogni pretendente venivano poste ostilità: essi dovevano  avere grande costanza per poter superare tutte le prove e dimostrare il proprio amore all’innamorata. Ballato nel periodo car-nevalesco.

13. RINGRAZIAMENTO DEL CONTADINO (canto e ballo) I contadini, al ritorno del lavoro dei campi, solevano sostare davanti alle “tribuline” (altarini solitamente posti ai crocicchi di strade di campagna) per rivolgere una preghiera al Signore, ringraziandolo di quanto avuto durante il giorno. In seguito al ricco raccolto, si ritrovavano sull’aia per festeggiare la mietitura del grano. Il canto, composto dal Maestro Angelo Piazzoli “Papa”, viene proposto dal gruppo anche in occasioni di celebrazioni religiose. Con questo brano il gruppo ha vinto il Festival del Folklore di Locarno (CH).


INTRODUCTION - Gioppini di Bergamo

The show that the Group performes includes songs in dialect and lively popular dances wich em-brace the local culture and tradition. The subjects of the songs derive from old poems of local authors and the coreography shows moments of every day life. Umbrellas, ribbons, flowers, bot-tles of wine, buckets full of grapes, acrobatics and… other are presented by the characteristic masks of Bergamo, Gioppino and  Margì. The typical dresses of the time and the repertory will accompany us in a journey back in the past. All the members of the group take part to the parade with the typical instruments and with the tin trumpets accompanied by accordeons, drums, guitar and by the peasant handcart.  The precious patrimony of art, songs, dances and tradition, is gelously preserved in the hearts of the people from the old civilisations and is kept alive through the generations. The members of the Group dedicate their time to this cultural association, they are not profes-sional dancers and their contribute to keep the tradition alive is great. The word FOLKLORE, from the English “FOLK” (population) and “LORE” (doctrine) finds in this Group a very lively interpreta-tion. Welcome to the show of I GIOPPINI DI BERGAMO from Italy.

HISTORY OF THE GROUP - Gioppini di Bergamo

A real date for the birth of the band does not exist, but the oral tradition says that the band was born at the beginning of the twentieth century in REDONA, a suburg of BERGAMO. The book “Italian popular dances” published by the “National opera of the afterwork" in 1935, has a picture of GIOPPINO with a characteristic instrument made of tin.

The group of I GIOPPINI DI BERGAMO” were re-founded, after the second world war, in May 1950, in the suburb of BORGO PALAZZO by Rino Lorenzi, pasionate and diligent researcher of folk culture, under the name of “BANDA FOLKLORISTICA DEI GIOPì’’ and originally, was a musical band with tin instruments  played only by men. Later the band was joined by some women and changed its structure adding to music songs and dances of Bergamo; even the name changed in “GRUPPO FOLKLORISTICO I GIOPPINI DI  BERGAMO” under the direction of ANGELO PIAZZOLI named PAPA During its long career, the group has been invited to many important festivals, both in Italy and abroad, with a great deal of success both from the public and the critic. The group had a part in a Walt Disney’s film, and took part to the international festival of Billingham (U.K.), where it won the first prize, and also to many festivals in Europe and in South America. The group is recognised by the Italian Minister of Tourism and Culture

FANCY DRESS - Gioppini di Bergamo

Men takes as model for their dress the mask of GIOPPINO; green jacket and trousers with red stripes, red waistcoat with green stripes, white shirt, white and red striped socks, fantasy or red foulard, black broad-brimmed hat with a red brink and shoes with flashy great red buckles. Women take as model Gioppino’s wife: MARGì: a white shirt, large long pants, white apron, all with white lace and red ribbons; a big full flowered skirt with a white petticoat, a black velvet belt made of velvet, a big foulard on the shoulders, a small one on the head and finally a pair of wooden clogs.

HISTORY OF BERGAMO - Gioppini di Bergamo

Bergamo is situated on the feet of the OROBICHE pre-alps between two rivers: BREMBO and SERIO, the law part at 255 meters on the level of the sea and the old part of the city on 7 hills at 369 meters on the level of the sea. The legend says that the city was founded in 501 a.C., under the ligurian empire, by Cydno that called it BARRA; but someone says that the old city was a village founded by the inhabitants in the VI century a.c., if not even in 1200 a.C. After the Ligurian a lot of populations ruled over our city: the Etrurian and the Gauls that changed its name in BERGHEIM, the Romans, that called it BERGOMUM, and the Goti, the Unni and the Longobardi.

In 1200 a.C. a free political administration was settled and it remained for two century until Ber-gamo was conquered by the Milan’s lords (the Visconti family) and finally in 1428 by the republic of Venice. From 1797 a lot of conquerors ruled over our city until 1859 when GARIBALDI joined BERGAMO to the Italian reign. So Bergamo was subject to a lot of dominations, the Venice’s walls are the most important sign of the foreign rule; in fact the greeting that Bergamo gives to all the incoming visitors is represented by these walls: a great fortification that holds the upper side of the city, 5114 meters long, with 16 bulwarks and 4 doors. Then, looking to the upper town we can see the beautiful profile made of towers, spires and stee-ples that find its climax in the CAMPANONE, the steeple that commands PIAZZA VECCHIA, one of the most beautiful squares in Italy as it was defined by Le Courbuisier and Wright. But let us don’t forget a lot of monuments and palaces as the Reason’s Palace on which front we find the lion of S. Mark, another witness of the Venice’s rule, or the Colleoni’s Chapel, S. Maria Maggiore, the Rocca, The Carrara academy, the Donizetti’s Museum the Modern Art Museum…

HOW GIOPPINO WAS BORN? - Gioppini di Bergamo

The question has no answer because there are no documents and even the oral tradition does not say anything. Certainly he is a typical creation of the time, probably inspired from a guy of the past that did not leave anything of himself. So Gioppino is only a great caricature of our people of the countryside; he was born from these people and from them he derived his coarse language, with fault, rough-ness and a natural cleverness: an enjoing ignorance that never obstruct him to understand every-thing. GIOPPINO imitates our peasent’s language, repeats attitudes, he’s always hungry and this is sign of his strong and healthy constitution.

In the tradition GIOPPINO (maybe the correction of GIUSEPPINO) is the son of two peasants, BORTOLO ZUCCALUNGA and MARIA SCATOLERA. He’s stocky, with cheerful and kindly face, a very big neck deformed by three enormous goiters that are one of his physical characteristics and the blason of his family. He was born in Zanica, he’s the master of scenes and the situations, that he rules with his stick prevailing over bullys, carabineers and even guns and knifes in every situation . With very rough manners and language, with kindness, with a great heart, he is patient until someone unflames the “grenades” as he calls his goiters. He’s always in love with Margì, he’ll manage to marry her and he’ll have a son: BARTOLì da SANGA that will perpetuate the goiters race.

WHY THE PIN INSTRUMENTS? - Gioppini di Bergamo

It’s a tradition that comes from the Romans to solenize for fun the widow’s marriage, especially if a bit middle-aged, with noisy concerts performed by the worst boys of the village. This present has a sneer character. Especially by night the musicians go under the windows of the couple to impro-vise a noisy and annoying concert made of whistles, shouts and the sound of paus, tins and bells, trumpets and drums, that sometimes the “band” repeat for more than a night.
This tradition explains the use of tin trumpets by the group.

SOME SONGS AND DANCES FROM GROUP’S REPERTORY - Gioppini di Bergamo

1. FANTASY (song) Italian popular motive. with these songs the group thanks the bigger cities for the hospitality.

2. MAZURKA SPRING (dance) Traditonal mazurka played in Bergamo on the Monday following Easter Sunday; the custom is to dance holding blossoms and flowers and so to happily welcome the newcoming spring.

3. BELLS PLAY (song and dance) The bells ring their tribute to a newly married couple: Marietta and Adalgiso. The fellow village get together and dance, sing and joyfully celebrate the newly married youngsters. The wedding day was, as it is today, a particularly happy day.

4. MAZURKA GRAZIA (dance) Brilliantly performed by the group on the rhythm of an old local mazurka, this dance won the International Folk Festival in Billingham, England.

5. ROSINA (song and dance) GIOPPINO is in love with beautiful ROSINA and is he terribly jealous of her. All his friends gather in the square and make fun of him by dancing and joking with his girlfriend.

6. SAN VELE (song and dance) The old part of the town of BERGAMO, called “Città alta”, is situated on a group of hills. The highest of these hills is San Vigilio, that is the favourite walk for lovers because of its enchant-ing atmosphere, the view on the plain and the romantic quietness. The group performes fol-lowing the rhythm of a popular song written by a local poet.

7. OL TONE (song and dance) One of the most significant songs of the group. The characteristic performance describes two newly married youngsters who are awaken at night by a group of noisy and happy friends. The young couple is, at the end, convinced to take part to a serenade and, after that, to a lively  fi-nal dance.

8. TERESINA WITH THE UMBRELLA (song and dance) A lover has a date with Teresina, it is pouring with rain and she is late. When she finally arrives instead of quarreling the two promise each other eternal love.

9. THE DANCE OF WIDOWS The whole group,including the orchestra, take part enthusiastically to the marriage of two wid-ows.

10. POLENTA (song) The song describes fully the typical dish that, as we know, can be eaten with sausages or roasted birds.

11. OL PIERì (song and dance) Once upon a time, parents used to be very pudic and severe. Can you imagine what could  happen to PIERINO if his girlfriend is found to be suddenly pregnant? The love that the couple shows convices the parents and the village of the good intentions of the two.

12. ROSALBA (dance) In the old times our grandfathers had a hard time in courting young girls. Before the couple could get together they had to be approved by both families, relatives and by the whole vil-lage. During Carneval youngsters had the oppurtunity to flirt and joke with the girls also only as a joke.

13. THANKS OF THE PEASANT (song and dance) The peasants come back home tired in the evening and before going to bed they get together to thank the Lord. With it the GIOPPINI won the Festival of FOLKLORE in LOCARNO (Switzer-land). The song is composed by master Angelo Piazzoli.

14. HOLIDAY OF WINE (song and dance) The performance symbolises the pressing of the grapes. The buckets full of grapes are carried from the wineyards with typical wooden bars called BASOI o CADUR. The Gioppini after pressing the grapes and having filled the bottles will taste the wine and end up singing joyfully. The dance is characterized by an odd choreography

15. CANSU’DE ÖNA OLTA. ( song) Collection of popular motives, sung in the taverns.

16. BAL MES-CIAT  ( dance) Simple circular dance during which the spectators are involved in the dance. With this dance the group won the preis ‘‘CABRET D’ARGENT’’ for the animation of the squares at the world folk festival of Issoire-France.

17. AI A U A ET I AE (song) On the words of a famous tongue-twister of Bergamo is presented this nice rigmarole
Composed by master Tito Oprandi.



Gruppo folk "I Gioppini di Bergamo" c/o Fabrizio Cattaneo
Via Spino102, cap24126, Bergamo, ITALIA cell. 335.5430256 fax. 035.313687

Copyright ©1997 all rights reserved - Valbrembana - Bergamo - Italy - Web Master Galizzi Gino
Orobie Meteo - Sentiero delle Orobie - Valbrembanaweb - Gallery Valle Brembana - Brembana Ski - Brembana Valley - Valli Bergamasche